Sintesi Rapporto di Ricerca > 7.
Conclusioni
Rispetto a tutti i temi sollecitati, e quindi in merito
all’immagine, al vissuto e al livello di soddisfazione per i servizi erogati
dal Consorzio oggi si evidenziano ampi spazi di miglioramento per il futuro,
sia in termini di funzionalità ed efficienza che di rapporto, che vadano
nella continuità e nel rafforzamento rispetto ad un percorso già avviato
e di cui si cominciano a cogliere i primi segnali di cambiamento.
Attualmente
il Consorzio, soprattutto per come viene vissuto dagli imprenditori, si presenta
ancora come poco presente nella vita e nell’attività dell’impresa.
Poco conosciuto > nel suo ruolo, nelle sue competenze, funzioni e attività
Poco
vicino > con una presenza attiva limitata alle fasi di insediamento e
una funzionalità relativa all’erogazione di alcuni servizi
Lontano
comunque, per la maggioranza del target, da quello che dovrebbe essere il suo
ruolo, almeno in termini ideali. Si ritiene infatti che un Consorzio per lo Sviluppo
Industriale, proprio per la sua natura e missione, possa essere la struttura
più adeguata per supportare e assistere l’imprenditore nella sua
attività e in termini più generali per promuovere lo sviluppo del
territorio.
Esistono quindi margini di disponibilità relativamente alle
diverse ipotesi che vedrebbero un’estensione delle competenze del Consorzio
anche a fronte di un’ipotesi di riassetto istituzionale e di apertura al
contesto esterno.
Da un punto di vista più razionale, “apertura” significa
affermazione dell’identità del Consorzio in maniera chiara e univoca,
eliminando pre-giudizi e disambiguando le attuali percezioni confusive dove oggi
riscontrate, anche a fronte di una corresponsabile carenza informativa dovuta
allo stesso tessuto imprenditoriale. Attualmente, infatti la percezione del Consorzio
come entità, sfugge dalla consapevolezza dei più. Nella maggioranza
dei casi è assente una conoscenza di quello che è, secondo lo Statuto,
il ruolo, la funzione del Consorzio e quali sono/dovrebbero essere i suoi compiti
e le sue competenze. La conoscenza della realtà consortile della provincia
di Matera passa, per lo più, attraverso l’esperienza di servizio
fruita e la relazione con interlocutori specifici e comunque troppo spesso passa
per giudizi inferiti e non diretti.
Mancando elementi reali cui confrontare le
proprie aspettative, è quindi su questi due elementi che si formulano
i giudizi. Se questo in alcuni casi comporta un giudizio positivo (laddove le
esperienze sono di soddisfazione delle esigenze o di rapporti privilegiati con
alcuni esponenti interni alla struttura), in altri casi (in assenza di benefici
riscontrati) porta ad una valutazione più pesantemente negativa e soprattutto
stereotipata per connotazioni politiche o perché transitata su un piano
economico (pagamento servizi).
Per questo sembra innanzitutto fondamentale affermare
un’immagine istituzionale del Consorzio univoca e condivisa, al fine di
sgombrare il campo da percezioni inadeguate e marcate da pregiudizi, eliminare
aspettative irrealistiche, e creare spazi per una credibilità dell’Ente
proprio nell’ordine di una ridefinzione dell’assetto istituzionale
del Consorzio ipotizzata per il futuro.
E poiché spazi di miglioramento
esistono sia per colmare alcune aree di insoddisfazione attualmente esperite
(il riferimento è prevalentemente all’area dei servizi e parzialmente
all’attività di promozione e sviluppo), sia nelle aspettative dichiarate
(che vorrebbero una estensione del ruolo e delle funzioni del Consorzio e una
sua presenza più pervasiva nelle diverse competenze inerenti allo sviluppo
industriale), la “nuova” struttura consortile prefigurata attraverso
la riflessione sulle ipotesi prospettate (estensione dei servizi, gestione diretta
dello sportello imprese, riassetto istituzionale dell’Ente…) si
presenta come appealing in termini ideali ma suscita l’esigenza di avere
elementi tangibili per risultare credibile.
Il Consorzio nel futuro deve caratterizzarsi
per concretezza dell’intervento ed efficienza del servizio. I primi indicatori
di una evoluzione in tal senso sono:
-
Una riqualificazione di professionalità e
competenze interne e parallela riorganizzazione
-
L’attualizzazione di progetti
già sul tavolo di discussione
-
Una maggiore visibilità sulle iniziative,
progetti, attività
Rispetto alla situazione esperita attualmente, deve
cambiare il vissuto del Consorzio che non sia più/solo un Ente necessario
e imprescindibile per l’avviamento dell’attività imprenditoriale
o limitato, nella sua attività, all’erogazione di alcuni servizi
di base (che peraltro devono essere garantiti) ma possa essere percepito come
un collaboratore privilegiato oltre che un fornitore di servizi qualificati a
supporto dell’impresa.
Non solo devono essere evidenti l’imparzialità (componente
più pubblica), la funzionalità/efficacia (componente più privata)
del Consorzio ma si deve anche rinforzare la percezione del suo ruolo di PARTNER
qualificato a supporto della crescita del proprio business e dell’intero
benessere della realtà imprenditoriale locale. Proprio nell’ordine
dell’ipotesi di un ampliamento delle aree di competenza del Consorzio deve
essere evidente il valore aggiunto del Consorzio in termini di empatia.
Il Consorzio
deve quindi dimostrare nel suo operato competenza, efficienza, vicinanza e disponibilità nei
confronti dell’impresa, manifestando interesse per le sue esigenze e comprensione
dei suoi bisogni attraverso per esempio la risposta a problemi/urgenze attuali
nell’area dei servizi di base e dei servizi comuni (riferimento all’area
La Martella), una competitività/qualità dei servizi erogati (per
esempio nel costo dell’energia in Val Basento).
In sintesi per il Consorzio
in prospettiva occorrerà lavorare nella direzione di un consolidamento
del rapporto con le imprese già insediate nelle aree industriali e quelle
che vi si insedieranno, promuovendo il proprio ruolo di supporto strategico,
la propria identità e la propria immagine di integratore-propulsore del
sistema locale.
La strada del potenziamento relazionale passa inoltre attraverso
un’attività di COMUNICAZIONE volta a:
-
Rimuovere le attuali forti
carenze informative riscontrate, rendendo maggiormente palese e visibile il proprio
ruolo;
-
Assecondare con progetti ed attività una
domanda latente che va
oltre le attuali aree di competenza prefigurate da statuto, creando le condizioni
istituzionali affinché il protagonismo dell’Ente sia assecondato,
condiviso e promosso sul territorio;
-
Contribuire “culturalmente” all’accettazione
da parte del tessuto imprenditoriale di ciò che un riposizionamento dell’Ente
comporta, in termini di efficienza-professionalità-innovazione dei servizi
erogati da un lato cui deve accompagnarsi dall’altro il riconoscimento
di un’operatività offerta a condizioni di mercato. |
 |
|