Indagine:
Il vissuto del Consorzio presso imprenditori e opinion leaders locali e verifica di opportunità di sviluppo future - Indagine qualitativa realizzata con un campione di imprenditori delle aree industriali di La Martella, Jesce, Val Basento, sindacati e stampa locale
   
 
Sintesi Rapporto di Ricerca > 4. I Servizi

Entrando nel merito delle competenze del Consorzio in termini di servizi, si registrano aree di soddisfazione relative alla fase di insediamento e all’erogazione di alcuni servizi fruiti.
Per quanto riguarda invece il giudizio rispetto ad alcuni specifici compiti del Consorzio definiti dallo Statuto le valutazioni degli intervistati vengono riportate di seguito:

Assegnazione delle aree industriali.
Viene considerato il compito primario del Consorzio e si ritiene che venga gestito con serietà e professionalità da parte dell’Ente con una generale soddisfazione degli imprenditori. Su questo tema l’unica aspettativa degli imprenditori riguarda lo snellimento tempi di assegnazione dei lotti.

Opere di industrializzazione/urbanizzazione.
Rispetto a questo tema il giudizio si divide tra imprenditori della zona industriale La Martella, sostanzialmente più soddisfatti per le attività realizzate nell’area, e imprenditori della Val Basento insediati nelle aree esterne al Distretto Tecnoparco maggiormente critici a causa dell’assenza di un intervento del Consorzio in tema di opere di urbanizzazione e infrastrutturazione di questo distretto industriale. A metà, il giudizio degli imprenditori di Jesce che vedono negli ultimi mesi segnali di attenzione e lavori finalizzati alla viabilità della loro area ed al potenziamento dei servizi.

Servizi generali e di pubblica utilità.
Vengono considerati dagli imprenditori intervistati, limitati e poco competitivi. Si tratta di un’area di servizi da migliorare in termini di efficienza, qualità e costi. La situazione dell’area industriale servita da Tecnoparco lamenta maggiormente la non- competitività dei costi (e il riferimento più esplicito è all’energia). In particolare poi, emerge in maniera piuttosto condivisa l’assenza di servizi comuni (quali la gestione del verde, dei rifiuti, vigilanza, illuminazione + metanizzazione e impianto fognario a Jesce…) e di manutenzione (per esempio delle strade). In particolare poi, nella zona de La Martella viene sottolineata la non attivazione di alcuni servizi già progettati (trasporto dipendenti, area servizi centrale attrezzata banca, posta, mensa …). Si consideri in ogni caso come alcuni di questi servizi siano stati in passato già previsti/proposti dal Consorzio senza che si riuscisse ad incontrare un’adesione concreta da parte degli imprenditori. Tali aspettative riguardano pertanto una minoranza del campione e soprattutto vanno soppesate rispetto alle opportunità di concretizzazione, a fronte della disponibilità da parte delle aziende a corrispondere un prezzo per la loro fornitura.

Promozione del territorio e delle nuove opportunità di insediamento industriale nella provincia destinate ad imprenditori di aziende attualmente insediate in altre aree.
In generale nelle zone industriali di Jesce e della Val Basento si ritiene che, anche indipendentemente da una attività di promozione diretta da parte del Consorzio - di cui peraltro non si identificano casi esemplificativi seppur se ne individuino potenzialità -, esistano troppi elementi disincentivanti l’insediamento (es. viabilità-collegamenti…). Uniche iniziative finalizzate alla promozione sono riconosciute nel Bando “Matera-Treviso”, nel vecchio accordo di programma “Valle del Basento”. Altro riferimento all’attrattività delle zone industriali di competenza promossa dal Consorzio è per l’area di Jesce, che è riuscita a catalizzare l’interesse insediativo di imprenditori di origine barese.

Rispetto all’argomento Aeroporto-Pista Mattei sono stati registrati sostanzialmente consensi se il progetto, oggi sponsorizzato, troverà concretezzazione in un futuro prossimo. I vantaggi evidenti per i collegamenti e il turismo sembrano però un po’ più distanti dalle aree di interesse degli imprenditori della zona di Jesce. In linea di massima si tratta di un argomento centrale poiché legato al discorso della logistica, a cui gli imprenditori sono particolarmente sensibili, e fondato su un dato reale di una attuale assenza di questo tipo di struttura all’interno di tutta la Regione. In questo senso lo Scalo Pisticci si presenta come preferibile rispetto ad altre soluzioni ipotizzate (per esempio nella zona di Potenza) poiché situato in una zona nevralgica e pensato sulla base di una struttura già esistente (con evidenti impatto sui costi).

L’ipotesi di una estensione delle aree di competenza del Consorzio in tema di servizi (con una apertura alla Logistica, all’Alta Formazione, alla Ricerca e al Turismo) viene considerata sicuramente interessante da tutti i target intervistati. Si tratta infatti di servizi considerati utili per l’impresa e importanti per lo sviluppo dell’industria e del territorio.
Si ritiene inoltre che, in termini potenziali, il Consorzio abbia una legittimazione di ruolo per poterli offrire, rispetto alle altre istituzioni ed enti presenti sul territorio.

Emergono tuttavia alcune perplessità in merito a:
- la priorità dei servizi di base oggi non ancora garantiti
- una reale competenza del Consorzio in merito a questi servizi che implicano la presenza di professionalità specifiche, spirito imprenditoriale, propositività, dinamismo
- l’allontanamento dal core-business e dalla mission legate al mondo industriale.

Per tutti si tratta di una eventualità “credibile”, “fattibile” e “interessante” solo a fronte di sostanziali cambiamenti interni alla struttura e mantenendo un confronto con le altre istituzioni presenti sul territorio.

Fra le varie ipotesi di nuovi servizi un accento particolare merita l’aspettativa registrata rispetto alla GESTIONE DELLO SPORTELLO IMPRESE da parte del Consorzio: le reazioni sono piuttosto condivise in tutto il campione e sostanzialmente molto favorevoli. Si tratta infatti di un servizio nel quale la presenza diretta del Consorzio, grazie alla sua competenza più specifica rispetto a quella dei Comuni, lascia intravedere ampie possibilità di miglioramento in termini di ottimizzazione e qualità del servizio, snellimento e velocizzazione delle pratiche, aumento delle competenze, maggiore comprensione delle esigenze e richieste del mondo imprenditoriale.

GESTIONE CONDOMINIALE
Rispetto a questa ipotesi proposta, il campione si divide. In termini razionali diversa è infatti l’opinione di giornalisti e sindacalisti, rispetto a quella degli imprenditori. Le maggiori resistenze all’attuabilità dell’ipotesi vengono individuate da giornalisti e sindacalisti che pur sottolineandone le potenzialità in termini di qualità dei servizi, competitività dei costi e coinvolgimento responsabilizzante dell’imprenditore (facendo venir meno l’aspettativa assistenzialista), ritengono che la mentalità imprenditoriale e la cultura del sud siano elementi frenanti una concreta realizzazione.
Si tratta peraltro di una prospettiva rispetto alla quale ci si è già sperimentati nella zona de La Martella senza ottenere riscontri operativi.

Diversa è invece la disponibilità, raccolta nelle dichiarazioni degli imprenditori. A parole infatti, sembra essere una direzione sulla quale orientarsi poiché i vantaggi identificati in una competitività dei costi con un buon livello qualitativo del servizio sembrano sufficienti per motivare il coinvolgimento del tessuto imprenditoriale.
Si tratta però di un discorso che deve essere affrontato per aree industriali e non in termini più generali. Più esplicitamente critici sono alcuni imprenditori de La Martella (dove peraltro era già stata avviata una sperimentazione che aveva pochi riscontri in termini di accettazione da parte delle aziende).
x
1. Premessa Metodologica 
2. I fattori di Variabilità del campione
3. L’immagine del Consorzio
4. I Servizi
5. Riassetto Organizzativo
6. Modalità d'informazione
7. Conclusioni