Sintesi Rapporto di Ricerca > 3.
L’immagine del Consorzio
Entrando nel merito degli elementi caratterizzanti l’immagine
del Consorzio, il giudizio espresso è sostanzialmente Positivo anche se
limitatamente a:
Alcuni servizi fruiti. I giudizi più positivi e maggiormente
condivisi fanno riferimento prevalentemente alla fase di insediamento e all’assegnazione
delle aree industriali, ovvero a ciò che nello specifico rientra nelle
attribuzioni specifiche del ruolo del Consorzio. Rispetto a questo ambito, infatti,
l’intervento del Consorzio si caratterizza sia per efficacia e qualità del
servizio erogato sia per una capacità consulenziale e una disponibilità dimostrata
nell’ascolto delle specifiche esigenze degli imprenditori.
Altro giudizio
positivo è quello relativo ad alcuni servizi come infrastrutturazione,
viabilità e urbanizzazione dell’area industriale, seppur riscontrato
in modo meno diffuso presso il campione ed in ogni caso con una più evidente
accentuazione per l’area industriale di La Martella. La valutazione risulta
invece nettamente più critica nella zona della Val Basento (con la sola
eccezione delle realtà insediate nella zona Pisticci Scalo Complesso Tecnoparco),
e appare solo ultimamente riqualificata a Jesce, grazie ai recenti interventi
sulla viabilità.
Alcuni progetti specifici che dimostrano un interesse
del Consorzio per lo sviluppo e la promozione del territorio. Il riferimento è in
particolare al “Bando Treviso” ed al progetto dell’aeroporto
in Val Basento che sono, ovviamente, maggiormente sentiti nella zona industriale
interessata.
Si riscontra inoltre in generale un nuovo atteggiamento di apertura
e propositività.
Questo viene dimostrato sia nell’attivazione di
nuove iniziative/ servizi per l’imprenditoria, quali per esempio progetti
di formazione, sia in una attenzione alla comunicazione, da una lato diretta
a informare e coinvolgere l’imprenditore (comunicazione tramite e-mail,
inviti a convegni) e dall’altro finalizzata a dare una visibilità più esplicita
all’ente (presenza sui media, sollecitazione degli interlocutori locali).
Maggior Negatività nei confronti del Consorzio viene invece espressa relativamente
a:
Inefficacia/inefficienza del servizio esperita principalmente dal target degli
imprenditori
Il riferimento guarda ai bisogni contingenti e riguardanti le parti
comuni come la viabilità, l’illuminazione, la vigilanza (soprattutto
in Val Basento e Jesce) il ritiro dei rifiuti e la gestione del verde (La Martella
e Val Basento), oltre ai servizi di mensa, posta, trasferimento impiegati (marcatamente
per La Martella) e sicurezza-salute (in Val Basento); ma anche relativamente
a problemi più generali di infrastutturazione delle aree, di logistica
finalizzati a favorire i collegamenti e la raggiungibilità delle zone.
Anche in questo caso, occorre comunque considerare che spesso non esiste una
piena consapevolezza, da parte degli imprenditori, circa i servizi di competenza
del Consorzio. Si tende pertanto ad attribuire all’Ente anche responsabilità di
fatto non sue, cogliendo l’occasione dell’intervista come un canale
di sfogo rispetto ai problemi esperiti nella quotidianità.
Parallelamente
si registra un senso di inadeguatezza rispetto alle aspettative di vicinanza
e quindi di competitività (economica) dei servizi erogati, personalizzazione
dei servizi sulla base delle caratteristiche ed esigenze dell’impresa,
unitamente ad un auspicio di minor burocrazia e maggiore flessibilità,
disponibilità nel ruolo di interlocutore e intermediario con altri enti
locali.
In generale si coglie la sensazione di una incapacità dell’Ente
di essere vero promotore dello sviluppo industriale in senso lato, e quindi di
essere propositivo a causa sia di limiti oggettivi, (come per esempio l’inappetibilità delle
aree per alcune carenze legate al tessuto territoriale locale e con riferimento
in particolare alla logistica-viabilità-trasporti), sia derivanti dallo
stereotipo correlato alla natura “pubblica” del Consorzio (spesso
sinonimica di incompetenza, staticità, burocrazia …)
Molteplici
sono gli elementi che contribuiscono ad alimentare questa “distanza percepita” che
porta, di conseguenza, ad una maggiore criticità e superficialità nel
giudizio sul Consorzio oltre a rinforzare un vissuto di distacco e non coinvolgimento.
Il Consorzio oggi, soprattutto nella percezione di questi interlocutori, non
si connota in termini di “protagonismo istituzionale”, nonostante
per il suo ruolo/funzione vi sia una consistente area di aspettativa. L’esigenza
espressa infatti dagli imprenditori è quella di un Consorzio “capace” per
professionalità, qualità tangibile dei servizi erogati e qualità/quantità di
iniziative promosse, che sia anche capace di ascolto, accoglienza e supporto
all’impresa.
L’auspicio è di un rapporto Impresa-Consorzio
più paritetico, bidirezionale ed efficace.
In termini ideali, le aspettative
degli imprenditori vanno nell’ordine di una maggiore vicinanza e funzionalità del
Consorzio esperita in un rapporto chiaro, diretto e paritario, all’interno
del quale l’Ente riesca a porsi e ad essere percepito come punto di riferimento,
presente, attento, disponibile ed efficace in grado di riassumere una molteplicità di
ruoli e funzioni (risolutore, intermediario, partner, promotore, fornitore, interlocutore
qualificato…)
Sul piano ideale, l’attesa è di un Consorzio
ARTEFICE e PARTECIPE dello sviluppo, sia del territorio ma anche, più indirettamente
di quello delle imprese, in termini di facilitatore-integratore. Queste aggettivazioni
raccolte in sede d’intervista lasciano intravedere uno spazio per il riposizionamento
dell’Ente con l’obiettivo del soddisfacimento di una domanda al momento
latente ma già presente da parte del tessuto imprenditoriale locale. In
linea di massima il profilo negativo delineato in termini generali tende a venire
ridimensionato sulla base della constatazione razionale che il Consorzio ha sì delle
responsabilità rispetto allo stato attuale delle cose ma che esistono
altresì elementi frenanti un suo maggiore dinamismo e propositività (quali
per esempio, la necessità negoziare con enti e istituzioni locali le decisioni
e limiti oggettivi) sia del Consorzio, in quanto istituzione “storica” e
di natura politica, così come del territorio.
Non mancano in ogni caso
già oggi alcuni primi SEGNALI DI CAMBIAMENTO e apertura che vengono individuati
in:
- Propositività (Gestione di bandi per favorire
l’insediamento,
l’indagine di mercato attuale, percepita come una prima analisi di customer
satisfaction …)
- Avvicinamento al mondo imprenditoriale con l’interessamento
ad aree di competenza nuove e l’offerta di nuovi servizi (aeroporto e turismo,
formazione …)
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Relazionalità (invio di e-mail informative circa
iniziative convegnistiche e corsi di formazione attivati, disponibilità al
confronto e al coinvolgimento del mondo sindacale…)
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Visibilità Sembra
essersi avviato un processo di messa a fuoco dell’immagine del Consorzio
con una complessiva riqualificazione dell’Ente nel giudizio di tutti i
target incontrati.. |
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