Sintesi Rapporto di Ricerca > 2.
I fattori di Variabilità del campione
Prima di entrare nel merito dei contenuti emersi dall’indagine
effettuata, sembra interessante segnalare alcuni elementi che hanno caratterizzato,
in termini di varietà, le reazioni e gli atteggiamenti degli intervistati
che sono stati coinvolti nel progetto di ricerca. Innanzitutto è possibile
identificare, lungo un ipotetico continuum di disponibilità, apertura
e fiducia, le reazioni e gli atteggiamenti dimostrati
nei confronti dell’indagine:
da un più forte rifiuto a partecipare, ad una resistenza ad approfondire,
esprimere e motivare le proprie argomentazioni fino ad un più pieno coinvolgimento
e disponibilità esplicativa finalizzata a contribuire, con il proprio
intervento, alla profilazione dello stato attuale anche in vista di auspicati
cambiamenti e ottimizzazioni. In generale tutti coloro che hanno aderito all’indagine
hanno però auspicato che la stessa venisse non solo recepita dall’Ente
committente ma divulgata e condivisa all’esterno.
Inoltre sembra importante
indicare ulteriori elementi di variabilità all’interno del
campione,
che possono pesare in maniera determinate nelle valutazioni e nelle argomentazioni
espresse a sostegno dei giudizi formulati. In particolare si devono evidenziare
diversità in merito ad alcune variabili quali:
L’area industriale
di insediamento.
Specifica è infatti la situazione esperita dalle realtà imprenditoriali
radicate in Val Basento, rispetto a quelle insediate a Jesce e nella zona di
La Martella. Diversi sono infatti i bisogni e le esigenze, come per esempio il
livello di infrastrutturazione della zona industriale, così come differente è l’intervento
del Consorzio, per esempio in termini di presenza e servizi.
Il tempo di insediamento
e l’esperienza pregressa con il Consorzio.
La conoscenza dell’Ente
e il giudizio sul suo operato sembrano infatti divergere nelle dichiarazioni
raccolte in realtà presenti nel territorio da molto tempo, dove la relazione
con la struttura consortile e l’esperienza di fruizione dei suoi servizi
sono maggiormente consolidate, rispetto a quelle di imprenditori che hanno appena
avviato la propria attività industriale, o che sono ancora in attesa di
approvazione del progetto per insediarsi.
La tipologia di realtà imprenditoriale
e le aspettative sul ruolo del Consorzio.
Laddove sono maggiori e/o più forti
i bisogni, soprattutto legati ai servizi di base, la realtà imprenditoriale è più contenuta
e/o meno consolidata, sembra essere più forte l’aspettativa di un
intervento del Consorzio in termini di supporto all’impresa. Viceversa
le imprese più consolidate, affermate sul mercato, propositive e aperte
all’innovazione sembrano auto-attribuirsi maggiormente la responsabilità del
proprio sviluppo, escludendo quindi la possibilità di interventi del Consorzio
in tale direzione. Altra variabile riguarda l’ubicazione della sede legale
dell’azienda e il conseguente il riscontro in loco o meno dei vertici direzionali.
Le imprese locali in tal senso esprimono una domanda più articolata di
quanto non facciano quelle più strutturate localizzate nel centro-nord
Italia con impianti in loco.
Il profilo socio-culturale degli intervistati.
Nel
corso dell’indagine si sono infatti incontrate realtà imprenditoriali
più tradizionali così come situazioni più evolute culturalmente
che hanno dimostrato quindi un differente atteggiamento mentale e una diversa
apertura verso il tema della ricerca, volto a tracciare possibili scenari di
riposizionamento per il Consorzio.
Il vissuto del rapporto con il Consorzio.
Diverse sono infatti le aspettative, e di conseguenza i giudizi e le valutazioni,
di chi si relaziona con il Consorzio con atteggiamento:
Funzionale e passivo > in
un rapporto con il Consorzio considerato imprescindibile per l’insediamento
dell’impresa e limitato esclusivamente a questa prima fase;
Funzionale
e attivo > in una relazione con il Consorzio vissuta come potenzialmente
efficace nel servizio/supporto all’impresa e nella promozione/sviluppo
della realtà industriale locale.
Nelle numerose dichiarazioni registrate,
così come in atteggiamenti palesati in sede d’intervista, emerge
quindi una differenza sostanziale relativamente alle attese, sulla cui base si
sostanzia il rapporto con il Consorzio. Se la maggioranza si limita ad esprimere
richieste o ad accettare il fatto di dover ricorrere in alcune fasi della vita
aziendale al Consorzio, una parte (seppur marginale) del campione imprenditori
esprime una domanda di servizio molto più articolata.
Si profila in alcuni
casi una maturità relazionale, che accetta la prospettiva di un riposizionamento
dell’Ente e che al contempo sottolinea la necessità che le stesse
imprese siano maggiormente attive nella costruzione di un nuovo rapporto-dialogo-confronto
operativo, ammettendo come fino ad oggi esistano responsabilità da ambo
le parti che hanno ostacolato il conseguimento di tale scenario.
In generale
il riscontro di una scarsa notorietà su ciò che oggi è il
Consorzio ha portato ad una difficoltà oggettiva nel
raccogliere giudizi e valutazioni – in particolare presso il segmento degli
imprenditori – relativamente
all’analisi del Posizionamento attuale dell’Ente, e in sintesi ha
generato il riscontro di:
1. giudizi spesso espressi in termini generali
e molte volte determinati dalla proiezione su un piano IDEALE più che
REALE/ESPERITO
2. giudizi espressi relativamente ad aree-servizi non sempre
legate alle competenze statutarie del Consorzio, approfittando dell’occasione
d’indagine per segnalare problematiche più generali vissute nell’area
industriale di insediamento
3. prefigurazione di ruoli nuovi/diversi con
eplicitazione di una domanda di servizi anche oggi non rientranti nelle aree
di competenza del Consorzio
4. riscontro positivo riportato nei confronti
di concept di servizi nuovi/complementari, a livello di disponibilità prospettica,
nonostante questi – lì dove già prefigurati in passato dal
consorzio – abbiano incontrato alcune resistenze all’accettazione,
soprattutto quando veniva previsto il pagamento di un corrispettivo da parte
delle imprese. |
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